Accordo di libero scambio dell'AELS: la Norvegia dà una lezione di diritti umani alla Svizzera
Lugano, 24.03.2009 - Fulmine a ciel sereno nei negoziati bilaterali di libero scambio dell’AELS: la Norvegia non vuole discutere sulla proprietà intellettuale, una delle priorità della Svizzera. Il governo norvegese ha inoltre deciso di non chiedere subito al suo parlamento la ratifica dell’accordo negoziato tra l’AELS e la Colombia. E’ un segnale forte che dimostra che i Norvegesi danno maggior peso ai diritti umani rispetto al libero scambio. Alliance Sud e la Dichiarazione di Berna chiedono alla Svizzera di fare lo stesso. |
In un articolo pubblicato venerdì scorso dal quotidiano norvegese Ny Tid, la segretaria di Stato al commercio e all’industria, Rikke Lind, ha dichiarato che la Norvegia nell’accordo attualmente negoziato tra l’Associazione europea di libero scambio e l’India non voleva disposizioni sulla proprietà intellettuale. Ha sottolineato che “la Norvegia non ha la politica di forzare i paesi in via di sviluppo ad accettare un accordo che ridurrebbe il loro spazio politico nell’ambito della proprietà intellettuale, andando oltre i loro obblighi multilaterali”. Con questa decisione, la Norvegia vuole garantire il mantenimento della produzione indiana di generici, che offre a molti paesi in via di sviluppo un accesso a medicamenti a buon mercato. Circa la metà dei trattamenti contro l’Aids distribuiti nei paesi poveri proviene in effetti dall’India.
La Svizzera gioca spesso un ruolo di leader nei negoziati tra paesi dell’AELS e paesi terzi. Uno dei suoi obiettivi prioritari è di proteggere al massimo gli interessi della sua industria farmaceutica, esigendo una regolamentazione più severa in materia di proprietà intellettuale, mirando così ad ottenere ciò che non ha potuto raggiungere a livello multilaterale attraverso l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Molti paesi hanno in effetti rifiutato le proposte della Svizzera, perché metterebbero in pericolo il diritto fondamentale alla salute limitando l’accesso ai medicamenti a buon mercato.
Anche le preoccupazioni sui diritti umani hanno portato la Norvegia a ritardare la ratifica dell’accordo bilaterale di libero scambio con la Colombia. Secondo il governo norvegese, prima che l’accordo venga sottomesso al parlamento bisogna prendere maggiormente in considerazione i diritti umani. “Non siamo soddisfatti con questo accordo per quanto concerne i diritti umani ed i diritti fondamentali al lavoro”, ha affermato la Ministra delle finanze Kristin Halvorsen nella stampa norvegese. Il ministro del commercio colombiano è stato invitato prossimamente in Norvegia per una discussione. E’ previsto inoltre che in giugno una delegazione mista si rechi in Colombia per approfondire la questione.
La Dichiarazione di Berna e Alliance Sud si rallegrano della posizione della Norvegia. Ricordano che la Svizzera ha firmato la Dichiarazione di Doha del 2001, che garantisce l’accesso ai medicamenti essenziali attraverso un’interpretazione flessibile dell’accordo sulla proprietà intellettuale dell’OMC. Hanno a più riprese chiesto alla Svizzera di rinunciare alle sue rivendicazioni nei negoziati bilaterali. Nel caso della Colombia, le due organizzazioni hanno anche messo l’accento a più riprese sulle violazioni dei diritti umani in questo paese e rivendicato che il loro rispetto deve prevalere sugli interessi commerciali.
Per ulteriori informazioni:
Alliance Sud, Bastienne Joerchel, tel 079 445 94 87
Dichiarazione di Berna, tel. Thomas Braunschweig 044 277 70 11
La Svizzera gioca spesso un ruolo di leader nei negoziati tra paesi dell’AELS e paesi terzi. Uno dei suoi obiettivi prioritari è di proteggere al massimo gli interessi della sua industria farmaceutica, esigendo una regolamentazione più severa in materia di proprietà intellettuale, mirando così ad ottenere ciò che non ha potuto raggiungere a livello multilaterale attraverso l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Molti paesi hanno in effetti rifiutato le proposte della Svizzera, perché metterebbero in pericolo il diritto fondamentale alla salute limitando l’accesso ai medicamenti a buon mercato.
Anche le preoccupazioni sui diritti umani hanno portato la Norvegia a ritardare la ratifica dell’accordo bilaterale di libero scambio con la Colombia. Secondo il governo norvegese, prima che l’accordo venga sottomesso al parlamento bisogna prendere maggiormente in considerazione i diritti umani. “Non siamo soddisfatti con questo accordo per quanto concerne i diritti umani ed i diritti fondamentali al lavoro”, ha affermato la Ministra delle finanze Kristin Halvorsen nella stampa norvegese. Il ministro del commercio colombiano è stato invitato prossimamente in Norvegia per una discussione. E’ previsto inoltre che in giugno una delegazione mista si rechi in Colombia per approfondire la questione.
La Dichiarazione di Berna e Alliance Sud si rallegrano della posizione della Norvegia. Ricordano che la Svizzera ha firmato la Dichiarazione di Doha del 2001, che garantisce l’accesso ai medicamenti essenziali attraverso un’interpretazione flessibile dell’accordo sulla proprietà intellettuale dell’OMC. Hanno a più riprese chiesto alla Svizzera di rinunciare alle sue rivendicazioni nei negoziati bilaterali. Nel caso della Colombia, le due organizzazioni hanno anche messo l’accento a più riprese sulle violazioni dei diritti umani in questo paese e rivendicato che il loro rispetto deve prevalere sugli interessi commerciali.
Per ulteriori informazioni:
Alliance Sud, Bastienne Joerchel, tel 079 445 94 87
Dichiarazione di Berna, tel. Thomas Braunschweig 044 277 70 11

