Caffè
Caffè - commercio equo (13.10.03)
Caffè - commercio equo. Interviste ai canditati ticinesi
Bellinzona e Sementina, 13 ottobre 2003
Votazioni federali del 19 ottobre 2003 e Giornata Mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre)
«Ci interessa il vostro punto di vista sulla politica estera»:
intervista alle/ai candidati ticinesi al Consiglio degli Stati e al Consiglio Nazionale
Gentili signore;
egregi signori
le nostre associazioni si interessano in modo particolare dei rapporti che la Svizzera intrattiene con i paesi del Sud del Mondo e insieme hanno preparato un programma di attività per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione (GMA), che ricorre il 16 ottobre di ogni anno.
Quest’anno l’appuntamento coincide anche con gli ultimi giorni di campagna elettorale per la elezioni federali e così abbiamo pensato di interrogare i candidati ticinesi sulle questioni che ci stanno a cuore e cioè le relazioni politiche e di politica economica verso i paesi più poveri.
Nelle scorse settimane abbiamo inviato ai candidati quattro domande sul commercio equo (in particolare sulla crisi del mercato mondiale del caffè, tema sul quale è incentrata la campagna della GMA di quest’anno).
All’intervista hanno risposto 15 candidati su 53.
Le loro risposte denotano generalmente una sensibilità alla problematica, che si traduce anche concretamente nell’impegno personale di consumare i prodotti del commercio equo.
Ma non solo.
Spesso essi esprimono idee personali ed anche originali per la promozione del CE e sono in parte favorevoli ad impegnarsi personalmente a livello parlamentare, se eletti.
Uno degli argomenti più ricorrenti è quello secondo cui c’è ancora spazio perché la Svizzera giochi un ruolo a livelli diversi sul piano internazionale.
Un’altra idea che si ritrova spesso è quella di impegnarsi per vietare l’importazione di beni prodotti con sfruttamento.
Le interviste sono tutte interessanti e in parte anche sorprendenti: citiamo qui solo alcune delle risposte, come esempio.
« Il commercio equo è, a medio e lungo termine, nell’interesse stesso della nostra economia »(D. Marty).
Ideali le proposte di parificare salari e prezzi dei prodotti in tutto il globo (P. Zanchi).
Tra le idee più concrete citiamo la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc (C. Simoneschi Cortesi), l’introduzione di normative per l’utilizzo di prodotti del commercio equo nelle strutture pubbliche ( M. Carobbio Guscetti) e l’inserimento di programmi di educazione nelle scuole (R. Valtancoli).
Vi inviamo perciò la documentazione (intervista ai candidati e tabelle delle risposte), nella speranza che possa interessare i vostri organi d’informzione. Domande e risposte saranno pubblicate anche sulla pagina italiana del sito della Dichiarazione di Berna (www.evb.ch).
Naturalmente siamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione agli indirizzi sopra citati.
Vi ringraziamo per l’attenzione e salutiamo cordialmente.
Per la Dichiarazione di Berna
Stefano Giamboni
Per l’ass. Botteghe del Mondo
Daniela Sgarbi Sciolli
Votazioni federali del 19 ottobre 2003 e Giornata Mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre)
«Ci interessa il vostro punto di vista sulla politica estera»:
intervista alle/ai candidati ticinesi al Consiglio degli Stati e al Consiglio Nazionale
Gentili signore;
egregi signori
le nostre associazioni si interessano in modo particolare dei rapporti che la Svizzera intrattiene con i paesi del Sud del Mondo e insieme hanno preparato un programma di attività per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione (GMA), che ricorre il 16 ottobre di ogni anno.
Quest’anno l’appuntamento coincide anche con gli ultimi giorni di campagna elettorale per la elezioni federali e così abbiamo pensato di interrogare i candidati ticinesi sulle questioni che ci stanno a cuore e cioè le relazioni politiche e di politica economica verso i paesi più poveri.
Nelle scorse settimane abbiamo inviato ai candidati quattro domande sul commercio equo (in particolare sulla crisi del mercato mondiale del caffè, tema sul quale è incentrata la campagna della GMA di quest’anno).
All’intervista hanno risposto 15 candidati su 53.
Le loro risposte denotano generalmente una sensibilità alla problematica, che si traduce anche concretamente nell’impegno personale di consumare i prodotti del commercio equo.
Ma non solo.
Spesso essi esprimono idee personali ed anche originali per la promozione del CE e sono in parte favorevoli ad impegnarsi personalmente a livello parlamentare, se eletti.
Uno degli argomenti più ricorrenti è quello secondo cui c’è ancora spazio perché la Svizzera giochi un ruolo a livelli diversi sul piano internazionale.
Un’altra idea che si ritrova spesso è quella di impegnarsi per vietare l’importazione di beni prodotti con sfruttamento.
Le interviste sono tutte interessanti e in parte anche sorprendenti: citiamo qui solo alcune delle risposte, come esempio.
« Il commercio equo è, a medio e lungo termine, nell’interesse stesso della nostra economia »(D. Marty).
Ideali le proposte di parificare salari e prezzi dei prodotti in tutto il globo (P. Zanchi).
Tra le idee più concrete citiamo la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc (C. Simoneschi Cortesi), l’introduzione di normative per l’utilizzo di prodotti del commercio equo nelle strutture pubbliche ( M. Carobbio Guscetti) e l’inserimento di programmi di educazione nelle scuole (R. Valtancoli).
Vi inviamo perciò la documentazione (intervista ai candidati e tabelle delle risposte), nella speranza che possa interessare i vostri organi d’informzione. Domande e risposte saranno pubblicate anche sulla pagina italiana del sito della Dichiarazione di Berna (www.evb.ch).
Naturalmente siamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione agli indirizzi sopra citati.
Vi ringraziamo per l’attenzione e salutiamo cordialmente.
Per la Dichiarazione di Berna
Stefano Giamboni
Per l’ass. Botteghe del Mondo
Daniela Sgarbi Sciolli
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