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L’OMC: Servizi - GATS  (29.08.03)
L’OMC: Servizi - GATS
Quale Accordo è coinvolto?
L’Accordo sul commercio dei servizi (General Agreement on Trade in Services GATS).

Cosa dice ?
L’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi è considerato uno dei più importante accordi dell’OMC. Si tratta in effetti del primo e unico accordo multilaterale che regola la liberalizzazione degli scambi di servizi su scala mondiale, un accordo strategico visto il ruolo che il settore terziario gioca nelle economie avanzate. I servizi rappresentano, infatti, il settore più importante e a più rapida crescita, fornendo circa il 60% del prodotto globale e assorbendo una ancor più larga quota di forza lavoro.

L’Accordo ha una struttura molto originale rispetto agli altri accordi OMC ed apparentemente si tratta di un accordo più flessibile rispetto agli altri.
Il GATS si compone di due pilastri: una serie di principi di applicazione generale (general obbligations) e gli impegni specifici di settore (specific commitments), il cui ambito è limitato al settore in cui il Paese ha sottoscritto degli impegni.

Gli impegni specifici fanno riferimento all’accesso al mercato, al trattamento nazionale e ad ogni altro impegno addizionale. Questi impegni, specificati nelle liste nazionali allegate al testo del GATS, possono andare da una piena apertura commerciale alla negazione di qualsiasi possibilità di accesso e di trattamento nazionale.

Il risultato del primo negoziato svoltosi durante l’Uruguay Round ha prodotto risultati modesti in termini di impegni specifici (cioè di settori liberalizzati), concentrandosi più sulla definizione di regole generali. Il GATS firmato nel 1994 rappresenta in effetti più che un accordo un framework per un avanzamento graduale ma inesorabile del processo di liberalizzazione. Questo significa che l’obiettivo degli attuali negoziati è la cancellazione delle limitazioni di accesso specificate nei singoli settori durante l’Uruguay Round e l’incremento del numero di settori aperti al mercato mondiale.

Qual è il problema ?
Il problema è che, secondo l’OMC ed i suoi più influenti Paesi membri, tutto in questo mondo può diventare merce, pertanto nel commercio dei servizi sono compresi servizi come la sanità, i trasporti, l’istruzione, l’energia, gli acquedotti, il gas ed altre tipologie che sono servizi di base.
Se i negoziati attualmente in corso non cambieranno direzione, in futuro saranno le multinazionali a gestire ospedali, università, acquedotti, trasporti e servizi postali, cioè saranno imprese il cui obiettivo è fare profitti, non certo garantire, tanto per fare un esempio, un accesso universale all’acqua.

Dopo una prima fase di studio e di organizzazione delle trattative, la Conferenza Ministeriale di Doha ha dato nuovo impulso al negoziato, stabilendo le date entro le quali presentare le richieste di liberalizzazione agli altri partner OMC (30 giugno 2002) e La propria offerta negoziale (31 marzo 2003).

Sappiamo che l’UE e la Svizzera hanno presentato richieste di liberalizzazione a 109 Paesi e ne hanno ricevute almeno una una ventina, ma non sappiamo ufficialmente nulla del loro contenuto perché i documenti sono coperti da vincolo di segretezza.

Le rivendicazioni
Chiediamo che il governo renda pubblici i documenti ricevuti e definisca il documento contenente le proprie “offerte” attraverso un procedimento trasparente che permetta all’opinione pubblica di esprimere la propria opinione sul futuro dei servizi pubblici.

Che dalle “richieste” e dalle “offerte” sia esclusa la liberalizzazione di tutti i servizi essenziali.

Che la Svizzera si adoperi per ridurre l’invasività del GATS ristabilendo la sovranità nazionale e locale nella definizione dei regolamenti sulla fornitura dei servizi.