OMC
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L’OMC: Investimenti  (29.08.03)
L’OMC: Investimenti
Quale Accordo è coinvolto?
Si tratta di nuovi temi che L’Unione Europea sta spingendo perché siano negoziati in sede OMC producendo quattro nuovi accordi multilaterali relativi a: investimenti, regole di concorrenza, appalti pubblici e regole di facilitazione al commercio.

Qual è il problema ?
Dopo il fallimento del MAI (Multilateral Agreement on Investments - Accordo Multilaterale sugli Investimenti), nel dicembre 1998, l’OMC fu scelto dai rappresentanti europei del commercio e dalle grandi corporations europee come nuovo forum per perseguire gli obiettivi, essenzialmente immutati, del MAI: rafforzare i diritti delle compagnie multinazionali e limitare lo spazio dei governi e della società civile di regolare le proprie economie.

In linea con i principi sostenuti dall’Accordo Nord Americano per il Libero Commercio (NAFTA), l’attuale discussione pre-negoziale sugli investimenti nel gruppo di lavoro OMC si focalizza in modo sproporzionato sui diritti degli investitori, a scapito dei diritti dei paesi in via di sviluppo di regolamentare gli investimenti esteri nell’interesse dello sviluppo nazionale, indebolendo il controllo dei governi sulle rimesse dei profitti e sui requisiti di prestazione (performance requirements) e impedendo le politiche governative che hanno l’obiettivo di stabilire un legame dinamico tra investitori esteri e industria locale, e di incrementare la percentuale di valore esportato ritenuta localmente. Un nuovo accordo multilaterale sugli investimenti, in assenza di cambiamenti fondamentali in seno all’OMC, restringerà ulteriormente la capacità dei paesi in
via di sviluppo di dirigere il flusso degli investimenti esteri verso le loro regioni più povere, e di sviluppare politiche necessarie a sradicare la povertà.

L’applicazione del principio del “Trattamento Nazionale” (una delle regole “auree” dell’OMC) agli investimenti è pericoloso, perché richiederebbe ai governi di assicurare:
  il diritto degli stranieri ad investire in ogni settore, a meno che sia esplicitamente vietato
Ma le economie di molti paesi in via di sviluppo sono spesso dominate da determinati settori, ad esempio quello estrattivo o quello agricolo, che richiedono una gestione attenta se si vogliono generare benefici a lungo termine per le popolazioni locali, evitando di sovra-sfruttarli con guadagni a breve termine scarsi effetti per lo sviluppo umano e conseguenze negative per l’ambiente.
  il diritto degli investitori stranieri di ricevere lo stesso trattamento delle società locali, avendo accesso alla privatizzazione di beni dello stato, a meno di espliciti divieti Questo implica che ogni beneficio offerto alle aziende locali, come tassazioni preferenziali o prestiti a interessi privilegiati, dovrebbe essere disponibile anche per gli investitori stranieri. I governi, però, potrebbero voler ancora promuovere l’economia locale allo scopo di generare competenze locali, capacità produttive e mercati.
  il divieto dei requisiti di prestazione Ad esempio, il divieto di misure che richiedano agli investitori stranieri di realizzare certi risultati in sostegno allo sviluppo, quali il re-investimento localmente di parti dei profitti realizzati, trasferimenti di tecnologie, oppure operare per un periodo di tempo minimo. E’ importante per i governi essere in grado di imporre queste misure per garantire che gli investimenti funzionino per lo sviluppo.

Le rivendicazioni
Arrestare il tentativo di allargare il mandato ed i poteri dell’OMC in occasione della prossima conferenza Ministeriale di Cancun, bloccando l’avvio dei nuovi negoziati sui quattro temi citati.