Cancun 2003
Presa di posizione Cancun 2003: Agricoltura (28.08.03)
Agricoltura
Situazione generale:
Attraverso l’accordo agricolo nell’ambito dell’OMC i paesi in via di sviluppo speravano di riuscire ad esportare più agevolmente i propri prodotti nei paesi industrializzati. Inoltre da diversi anni i paesi ricchi promettono di ridurre e con il tempo cancellare completamente le sovvenzioni alle esportazioni di prodotti agricoli. Ebbene, entrambe le promesse non sono state mantenute. I dazi doganali dei paesi industrializzati sono rimasti intatti (in particolare per prodotti come il cotone e lo zucchero, molto importanti per i paesi in via di sviluppo), e le sovvenzioni all’agricoltura in alcuni casi sono addirittura aumentate. Il “dumping“ dei paesi industrializzati, cioè la vendita di beni ad un prezzo inferiore ai costi di produzione, danneggia gravemente la produzione locale e nazionale dei paesi in via di sviluppo, che sono sempre più dipendenti dalle importazioni di beni alimentari.
Diversi studi evidenziano che l’accordo agricolo attuale, indirizzato essenzialmente alle esportazioni, non favorisce lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e non serve dunque a lenire la povertà nei paesi del sud. Al contrario: innumerevoli piccoli produttori sono stati estremamente danneggiati dalle importazioni a basso prezzo. Soprattutto per i piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo l’accordo ha conseguenze molto negative, in effetti proprio queste persone non posseggono né la terra, né i soldi e tanto meno la libertà per poter inserirsi ed essere attivi nel mercato dell’esportazione.
La posizione della Svizzera
La Svizzera sostiene la posizione secondo la quale il mercato dei beni agricoli non deve tener conto solamente di aspetti prettamente commerciali. L’agricoltura deve essere considerata come un settore multifunzionale, che include per esempio anche la protezione della natura e del paesaggio. Questa posizione è di per sé positiva, sennonché la Svizzera continua a mantenere tasse doganali molto alte su diversi prodotti interessanti per i paesi del sud, come ad esempio lo zucchero.
Richieste della Dichiarazione di Berna al governo svizzero
Attraverso l’accordo agricolo nell’ambito dell’OMC i paesi in via di sviluppo speravano di riuscire ad esportare più agevolmente i propri prodotti nei paesi industrializzati. Inoltre da diversi anni i paesi ricchi promettono di ridurre e con il tempo cancellare completamente le sovvenzioni alle esportazioni di prodotti agricoli. Ebbene, entrambe le promesse non sono state mantenute. I dazi doganali dei paesi industrializzati sono rimasti intatti (in particolare per prodotti come il cotone e lo zucchero, molto importanti per i paesi in via di sviluppo), e le sovvenzioni all’agricoltura in alcuni casi sono addirittura aumentate. Il “dumping“ dei paesi industrializzati, cioè la vendita di beni ad un prezzo inferiore ai costi di produzione, danneggia gravemente la produzione locale e nazionale dei paesi in via di sviluppo, che sono sempre più dipendenti dalle importazioni di beni alimentari.
Diversi studi evidenziano che l’accordo agricolo attuale, indirizzato essenzialmente alle esportazioni, non favorisce lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e non serve dunque a lenire la povertà nei paesi del sud. Al contrario: innumerevoli piccoli produttori sono stati estremamente danneggiati dalle importazioni a basso prezzo. Soprattutto per i piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo l’accordo ha conseguenze molto negative, in effetti proprio queste persone non posseggono né la terra, né i soldi e tanto meno la libertà per poter inserirsi ed essere attivi nel mercato dell’esportazione.
La posizione della Svizzera
La Svizzera sostiene la posizione secondo la quale il mercato dei beni agricoli non deve tener conto solamente di aspetti prettamente commerciali. L’agricoltura deve essere considerata come un settore multifunzionale, che include per esempio anche la protezione della natura e del paesaggio. Questa posizione è di per sé positiva, sennonché la Svizzera continua a mantenere tasse doganali molto alte su diversi prodotti interessanti per i paesi del sud, come ad esempio lo zucchero.
Richieste della Dichiarazione di Berna al governo svizzero
| Allo stesso modo in cui si impegna per un’agricoltura sostenibile, la Svizzera dovrebbe anche impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo raggiungano (o mantengano) la propria sovranità alimentare, cioè abbiano il diritto di escludere prodotti agricoli essenziali dalle regole dell’OMC o, qualora fosse necessario, mettere delle tasse sull’importazione di prodotti a buon mercato. |
| Le sovvenzioni alle esportazioni dei paesi industrializzati, che distorcono i prezzi sul mercato internazionale, devono essere soppresse al più presto. |
| I paesi industrializzati devono ridurre massicciamente i dazi doganali sui prodotti alimentari elaborati. |
| La Svizzera deve mettere a disposizione soldi e conoscenze per raccogliere dati sulle conseguenze dell’accordo agricolo dell’OMC negli 8 anni passati. Se i risultati dovessero essere molto negativi, bisognerebbe rimettere in discussione l’accordo stesso. |

