Governo e Università dello Zimbabwe decisi a opporsi alla biopirateria dell’Università di Losanna
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Governo e Università dello Zimbabwe decisi a opporsi alla biopirateria dell’Università di Losanna
Su iniziativa della Dichiarazione di Berna (DB) e del Community Technology and Development Trust (CTDT) dello Zimbabwe si sono incontrati ad Harare lo scorso 16 Febbraio le parti interessate a ridiscutere un controverso brevetto detenuto dall’Università di Losanna.
I rappresentanti delle Università di Losanna e di Zimbabwe, dell’Unione dei guaritori tradizionali nonché del Ministero dell’Ambiente dello Zimbabwe si sono accordati sulla necessità di rinegoziare l’accordo, giuridicamente controverso, sull’accesso alle risorse biologiche e in particolare su una sostanza curativa prodotta dalla pianta medicinale Swartzia Madagascariensis.

All’incontro del 16 Febbraio il rappresentante del rettore dell’Università di Zimbabwe ha duramente criticato il modo di procedere dell’Università di Losanna sottolineando in particolare che un accordo stipulato nel 1995 tra le due università prevedeva che tutti i brevetti sarebbero dovuti essere inoltrati da entrambe le parti di comune accordo. Ciò malgrado l’Università di Losanna, nel 1997, presentò singolarmente una domanda di brevetto per una sostanza curativa prodotta dalla pianta medicinale Swartzia Madagascariensis accaparrandosene così i diritti. In questo modo l’Università di Losanna ha trasgredito all’accordo inter-universitario che peraltro prevedeva criteri già minimi per lo sfruttamento delle risorse genetiche dello Zimbabwe.
Un ulteriore esempio di come l’accesso alle risorse genetiche dei paesi dell’emisfero sud avvenga ancora, in una maggioranza dei casi, in maniera giuridicamente illegale.
Per i seguenti motivi la DB e il CTDT esigono la sospensione immediata dell’accordo inter-universitario che garantiva all’Università di Losanna l’accesso alle piante medicinali dello Zimbabwe:
  Il governo dello Zimbabwe non è stato coinvolto nell’accordo malgrado la convenzione sulla biodiversità imponga questo. La rappresentante del Ministero dell’Ambiente e del Turismo ha d’altro canto confermato come il suo ministero sia l’unica istanza delegata alla concessione di eventuali autorizzazioni di sfruttamento delle risorse genetiche del paese.
  Il modo in cui nell’accordo viene definita la spartizione degli utili (benefit sharing) non corrisponde agli standard abitualmente vigenti. Nessuna menzione trova ad esempio la spartizione di utili derivanti dalla commercializzazione di eventuali prodotti.
  Nell’accordo figurano come unici beneficiari le due Università. Esclusi da qualsiasi partecipazione agli utili restano i guaritori tradizionali, le comunità locali e il governo. Anche per l’impiego del sapere tradizionale sulle piante medicinali non è previsto alcun tipo di compenso.
  Sembra che l’accesso dell’Università di Losanna alle piante medicinali dello Zimbabwe sia stato ottenuto ad un prezzo irrisorio.
La DB e il CTDT si appellano al ministero dell’ambiente e del turismo dello Zimbabwe perché si faccia promotore di un accordo-quadro che definisca con precisione le modalità dell’accesso alle risorse genetiche e di un’equa spartizione di eventuali utili. Un tale accordo dovrebbe includere clausole su una comprovata cognizione di causa delle parti interessate (prior informed consent), sulla sola validità di condizioni definite di comune accordo (mutually agreed terms), su chiare disposizioni riguardanti la spartizione degli utili e sull’effettivo coinvolgimento di tutte le parti interessate.
Per evitare l’insorgere di ulteriori ricorsi si consiglia di sottoporre l’accordo-quadro sin dalla sua stesura alle proposte di migliorie e ai commenti dell’opinione pubblica.
Con la ridefinizione degli accordi del 1995 l’Università di Losanna ha ora la possibilità di dimostrare la propria buona volontà nel raggiungimento di un accordo equo e giusto per tutte le parti. Siamo fiduciosi che l’Università di Losanna sappia cogliere questa occasione.

Antefatti: Il 22.9.2000 la Dichiarazione di Berna (DB) in collaborazione con l’Associazione dei Guaritori Tradizionali dello Zimbabwe (ZINATHA) e il Community Technology and Development Trust (CTDT) dello Zimbabwe aveva stigmatizzato i modi con cui l’Università di Losanna si era accaparrata l’accesso alle risorse genetiche dello Zimbabwe e come abbia negoziato la spartizione degli utili. La DB aveva definito di "biopirateria" i metodi dell’Università di Losanna.



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